Il pH nei cosmetici

Che cos’è

Il pH è la scala di misura della basicità o acidità di una soluzione acquosa in base alla concentrazione di ioni idrogeno presenti in essa. Si può, quindi, misurare il pH dell’acqua e di tutto ciò che è solubile in essa. Non si può invece misurare, ad esempio, il pH di un olio, poiché insolubile in acqua e per il quale, piuttosto, si considerano gli acidi grassi liberi.

Il pH assume un valore che va da 0 a 14. In generale, una soluzione è: neutra, quando il pH assume valore di 7; acida, quando assume valore da 0 a 7; basica, quando assume invece valore da 7 a 14.

Il pH della pelle contribuisce alla difesa nei confronti di microrganismi ostili alla salute cutanea, senza però disturbare la microflora residente. Un aumento del pH cutaneo può quindi favorire, specie in quelle regioni corporee caratterizzate da macerazione o pseudo-anaerobiosi, lo sviluppo di infezioni micotiche e/o batteriche. Un pH della pelle leggermente acido favorisce anche l’attività di enzimi cutanei preposti al rinnovamento e al mantenimento di alcune componenti cutanee, così come garantisce la sopravvivenza della microflora cutanea che svolge diverse ed utili funzioni per l’organismo.

Dunque, il mantenimento del pH cutaneo riveste un ruolo di fondamentale importanza in quella che è la funzione barriera esercitata dalla stessa pelle.

Il pH nei cosmetici

Tutti i cosmetici commerciali hanno un determinato pH, che ne determina l’efficacia e ne fa un prodotto dermocompatibile e adatto all’uso. Si tratta di un elemento fondamentale nello stabilire la qualità di un buon cosmetico, in quanto il pH è diverso in base alla zona del corpo. Ad esempio, la zona intima ha un pH di 4,5, mentre quello del viso è di 5,5.

In realtà, il pH della pelle non dipende solo da fattori interni all’individuo, ma risente anche di fattori esterni, come ad esempio le condizioni climatiche (il pH, infatti, può variare in funzione della stagione in cui ci si trova), inquinamento atmosferico, alimentazione, eventuali patologie.

Ciascun cosmetico formulato deve possedere un pH che sia compatibile con l’area della cute che il prodotto andrà a trattare. Nelle emulsioni (soprattutto creme), che sono prodotti normalmente destinati a essere assorbiti, il pH è fondamentale, perché valori sbagliati potrebbero alterare la flora batterica, se non addirittura creare danni alla stessa epidermide alterando parametri collegati ad esso.

Nei prodotti per i capelli, ad esempio, il pH deve essere di circa 5, in quanto il pH acido aiuta la lucidificazione del capello, mentre nei balsami è indispensabile per un corretto condizionamento (ossia l’annullamento delle cariche negative tipiche del capello secco appena lavato).

Come si misura

Il pH si misura con diversi strumenti, fra i quali il più efficiente è il phmetro. Tuttavia, in molti utilizzano anche le cartine tornasole, delle strisce di carta su cui vi è un colorante naturale (il tornasole appunto) che varia la sua colorazione in base all’ambiente in cui si trova: blu-viola in un ambiente basico, verde neutro e rosso-arancio acido.

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